L’intimo femminile è articolato, vasto e complesso. Connubio tra corpo e impulsi emozionali, la sfera intima genitale di ogni donna funziona di meccanismi biologici e flussi di ipersensibilità fisica ed emotiva, alle volte queste componenti si scontrano, generando una sorta di “errore di sistema”, spesso di faticosa chiave di lettura e di conseguenza difficilmente risolvibile.
Parliamo di vulvodinia
La vulvodinia è un disturbo dei genitali esterni femminili contraddistinto da labbra vaginali gonfie e irritazione; rende difficoltoso il sesso, in quanto provoca dolore durante i rapporti e bruciore dopo l’atto sessuale. La forma di vulvodinia più frequente, che interessa l’80% dei casi, è quella localizzata al vestibolo vaginale, definita vestibolite vulvare o vestibolodinia.
Per sostenere le donne nell’affrontare questo difficile percorso e sensibilizzare l’opinione pubblica su questa patologia ancora sconosciuta, l’Associazione VulvodiniaPuntoInfo Onlus istituisce per l’11 novembre la Giornata Internazionale della Vulvodinia – VULVODYNIA DAY.
“La Nostra Associazione – ha dichiarato Elena Tione, Presidente e fondatrice di VulvodiniaPuntoInfo ONLUS – è la prima in Italia che si impegna dal 2010 a diffondere la conoscenza sulla vulvodinia e a offrire sostegno volontario alle donne. La nostra è una realtà fondata da una donna per le donne e abbiamo deciso di istituire questa Giornata per sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo della Ricerca, per ribadire il nostro impegno nel diffondere la completa e corretta informazione mentre continuiamo a sostenere le pazienti ogni giorno.”
Tra biologia e psiche

Le cause patologiche della vulvodinia sono complesse e poco discusse, sicuramente i fattori biologici e psicologici della donna e anche relazionali di coppia sono tra le principale aree di analisi. Vulva arrossata, bruciore e dolore su tutto il sistema nervoso. E ancora secchezza vaginale, infiammazione, infezioni, microtraumi e fattori ormonali. Si presenta come un dolore permanente nei genitali esterni e questo avviene anche se, apparentemente, non ci sono lesioni evidenti e visibili. Questa patologia provoca enorme fastidio soprattutto in caso di contatto e contrazione dei muscoli del perineo, rendendo quindi difficile e doloroso ogni rapporto sessuale. La penetrazione, in particolare, diventa una pratica impossibile. Anche l’aspetto psicologico in questo caso è importante. Indagare la mente per conoscere meglio i meccanismi del proprio corpo potrebbe essere importante per risolvere parte del problema. Soffermarsi su possibili traumi pregressi e cause psichiche come precedenti abusi o semplicemente rapporti sessuali vissuti male.
Anche l’emotività affettiva e sessuale incide sul tono muscolare della zona genitale. Quando si è sotto pressione e vulnerabili, in modo inconscio, si tende ad essere contratti nei muscolari del corpo, come le spalle o il tratto cervicale; ugualmente quando si è sottoposti a stress particolari o semplicemente quando si tengono posture scorrette. Con la vulvodinia accade la stessa cosa, ma a livello della muscolatura dell’area vulvare. I genitali femminili sono fatti di muscoli e spesso nelle donne affette da questo disturbo si riscontra un’attivazione neuro-muscolare eccessiva, un “ipertono” dei muscoli del perineo responsabile, per esempio, del dolore durante i rapporti.
Il parere dell’esperto

È importante rivolgersi ad uno specialista e non rimandare ad oltranza il problema. In base alla nostra consolidata collaborazione in campo ostetrico, abbiamo intervistato Paola Greco, ostetrica che da anni lavora con le donne per la cura del perineo e una delle docenti del corso di Salute Pelvica alla Scuola Elementale di Arte Ostetrica SEAO di Firenze, per analizzare insieme l’argomento e suggerire possibili rimedi.
Paola, nel tuo lavoro incontri molte donne che soffrono di vulvodinia?
“In effetti ce ne sono sempre di più che mi cercano per essere aiutate. La vulvodinia è un tipo di sofferenza che non ha una sola causa individuabile perché le motivazioni che portano le donne a svilupparla possono essere le più differenti: può esserci una motivazione psicologica, essere la conseguenza di un trauma, essere legata a un problema muscolare o allo stress, per fare degli esempi. Proprio perché si tratta di una patologia poco chiara, per la quale non esiste “la soluzione” uguale per tutte poiché ogni donna ha la sua sintomatologia, può risultare difficile per le donne riconoscerla e di conseguenza individuare lo specialista a cui rivolgersi”.
Una donna che pensa di soffrire di vulvodinia o che, più in generale, ha difficoltà e dolore durante i rapporti può però pensare di rivolgersi, oltre che ad un medico, ad un’ostetrica qualificata?
“Partiamo da un presupposto: come dicevo la soluzione uguale per tutte non esiste, le soluzioni sono tante quante sono le donne. L’ostetrica può dare alla donna tutte quelle indicazioni che vanno oltre la parte medica/farmacologica. Nel lavoro con le mie pazienti quello che cerco di avere è un approccio globale e non solo focalizzato sulla zona “che fa male” e do loro delle indicazioni che possono aiutarle ad affrontare il problema”.
Ad esempio?
“Consiglio alle donne di non perdere il contatto con la propria sessualità, non abbandonarla e continuare anzi a sollecitarla attraverso la masturbazione, con il proprio compagno/compagna o con l’uso di sex toys e dildo, ognuna con i propri tempi. Questo è molto importante perché lo stimolo sessuale sollecita la vascolarizzazione delle pareti vaginali e le mantiene, per così dire, vive. Altro aspetto molto importante è quello del rilassamento, non solo del piano perineale e quindi della muscolatura intima, ma di tutto il corpo. Come dicevo, l’approccio deve riguardare la donna nella sua totalità”.
Il confronto è importante
È apprezzabile il confronto con altre donne che hanno lo stesso disturbo. Può essere un’importantissima via di normalizzazione che aiuta a guardare al problema con un atteggiamento più lucido, positivo e ottimista circa la sua risoluzione. Ci sono diverse associazioni valide di supporto a cui ci si può rivolgere. Vi segnaliamo Associazione VIVA – Vincere Insieme la VulvodiniA.
L’Associazione VIVA, Vincere Insieme la VulvodiniA, è un’associazione apolitica e senza scopo di lucro, nata dall’idea di alcune giovani donne affette da Sindrome Vulvo Vestibolare. È composta da donne provenienti da tutta Italia che si sono unite per ottenere insieme degli obiettivi importanti:
- diffondere informazioni sulla Sindrome Vulvo Vestibolare (Vulvodinia);
- informare ed educare le donne affette dalla Vulvodinia creando una rete di supporto per loro e per le loro famiglie;
- sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso svariati mezzi di diffusione;
- promuovere il riconoscimento della patologia dal Sistema Sanitario Nazionale;
- creare un dialogo con la comunità scientifica e sollecitare la collaborazione tra esperti della Sindrome Vulvo Vestibolare , attraverso attività multidisciplinari;
- promuovere attività di ricerca.
Le donne dell’Associazione mettono a disposizione le loro esperienze per far sì che non si ripetano più e per cercare di creare dei centri multidisciplinari in tutta Italia per la diagnosi e la cura della Sindrome Vulvo Vestibolare.
Le foto all’interno dell’articolo sono dell’illustratore Petites Luxures – “Dessins d’intimité” (2014)



Quindi è ancora più importante riconoscere che il futuro ha gli occhi consapevoli delle bambine. Imparare a riconoscere gli stereotipi di genere, può aiutare ad avere maggiore fiducia in se stessi ed accompagnare l’età evolutiva nelle sue multiple evoluzioni. L’identità di genere si forma nella primissima infanzia (a due anni ne siamo già consapevoli) e viene rafforzata da famiglia, scuola, televisione, stampa, tutto concorre a trasmetterla e favorisce la polarizzazione dei generi. Assimiliamo e normalizziamo tutto quello che ci influenza, al punto di non distinguere più, quello che è inclinazione da quello è dovere sociale.